11.09.06
Pier Paolo Pasolini

“Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa
disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l’erba, la gioventù.
L’amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina.
Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro.”
Invece noi lo sappiamo come è andata a finire: la mattina del 2 novembre 1975 sulla spiaggia dell’idroscalo di Ostia una signora rinviene un cadavere, che verrà in seguito riconosciuto da Ninetto Davoli…quel cadavere era di Pier Paolo Pasolini. Pier Paolo è stato ucciso in modo brutale, battendolo ripetutamente con un bastone, con calci e pugni, e per completare l’opera passando sopra il suo corpo ripetutamente con un automobile.
Per l’omicidio di Pasolini fu giudicato colpevole un “ragazzo di vita” romano, un certo Pino Pelosi che all’epoca dei fatti aveva solo 17 anni e si dichiarò unico colpevole. Il movente dell’omicidio sarebbe stato a carattere sessuale. Anche se fin da quegli anni il sospetto che Pelosi non fosse il colpevole dell’omicidio, o almeno non fosse stato solo serpeggiava nell’aria.
Nel 2005 il colpo di scena: Pino Pelosi, durante una trasmissione televisiva, dichiara di non essere stato lui l’assassino e attribuisce la colpa a tre personaggi con accento siciliano a lui sconosciuti e aggiunge di non aver detto subito la verità perchè temeva per l’incolumità della sua famiglia, avendo subito minacce.
In ogni caso le circostanze della morte di Pasolini non sono state ancora chiarite nonostante siano passati da allora ben 31 anni. Durante il processo Pelosi si è contraddetto diverse volte, nelle indagini si sono inseriti, non si sa bene perchè, i servizi segreti, molte prove sono state trascurate dagli atti processuali, l’auto di Pier Paolo non è stata ispezionata a dovere…questi e altri motivi lasciano molti dubbi sul terribile omicidio.

Io non voglio fare considerazioni su chi era Pier Paolo, voglio ricordarlo attraverso alcune sue frasi, che secondo me hanno del profetico…più di trent’anni fa aveva già capito dove sarebbe arrivato il mondo oggi!

“Ho visto alla televisione per qualche istante la sala in cui erano riuniti in consiglio i potenti democristiani che da circa trent’anni ci governano.
Dalle bocche di quei vecchi uomini, ossessivamente uguali a se stessi, non usciva una sola parola che avesse qualche relazione con ciò che noi viviamo e conosciamo.
Sembravano dei ricoverati che da trent’anni abitassero un universo concentrazionario: c’era qualcosa di morto anche nella loro stessa autorità, il cui sentimento, comunque, spirava ancora dai loro corpi.”
“L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: «contaminazioni» tra Molière e il Grand Guignol.
Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente.Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti.”
“Dove vanno gli uomini? Saranno nel futuro comunisti o no? Mah! Probabilmente non
saranno né comunisti né non comunisti…Essi andranno, andranno avanti, nel loro immenso futuro, prendendo dall’ideologia comunista quel tanto che puòesser loro utile, nell’immensa complessità e confusione del loro andare avanti…”
“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario,
l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta.”
“Il mio pessimismo mi spinge a vedere un futuro nero, intollerabile a uno sguardo umanistico, dominato da un neo-imperialismo dalle forme in realtà imprevedibili.”
“L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.”
“il nuovo fascismo non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l’omologazione brutalmente totalitaria del mondo.”
“Sei così ipocrita, che come l’ipocrisia ti avrà ucciso, sarai all’inferno, e ti crederai in paradiso.”
“Penso dei comunisti da salotto ciò che penso del salotto. Merda.”
“Ogni religione formale, nel senso che la sua istituzione è diventata ufficiale, non solo non è necessaria per migliorare il mondo, ma addirittura lo peggiora.”
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