Oggi parliamo di Cappuccetto Rosso

 

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La fiaba di Cappuccetto Rosso viene fatta risalire alla tradizione orale di diverse regioni europee ed è sata trascritta, tra gli altri, da Charles Perrault e dai fratelli Grimm.Pur essendo una delle fiabe più raccontate ai bambini, Cappuccetto Rosso contiene numerosi riferimenti piuttosto espliciti alla sessualità ed alla violenza.
La principale differenza tra le due versioni sta nel fatto che nella trascrizione di Perrault non c’è nessun lieto fine e la fiaba termina con Cappuccetto e la nonna dentro la pancia del lupo, mentre nella versione dei fratelli Grimm viene inserita la figura del cacciatore che, tagliando la pancia del lupo salva le due sventurate.

La storia narrata da Perrault quindi non trova una redenzione di Cappuccetto Rosso, ma si pone il fine di terrorizzare i bambini per non farli deviare dal sentiero che metaforicamente sono le raccomandazioni dei genitori. La fiaba di Perrault ha un intento moralizzante soprattutto per le bambine, poiché è del tutto evidente che il lupo rappresenti un seduttore che indica le bellezze della natura, alla bambina da poco entrata nella pubertà. Quindi la ragazzina è diventata una donna matura e si trova di fronte al problema del sesso. L’ammonimento di “non allontanarsi dal sentiero” è un chiaro avvertimento contro i pericoli del sesso e contro quelli di perdere la propria verginità.

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Il “cappuccetto rosso” è un simbolo delle mestruazioni che conduce la bambina nella “oscura foresta” della femminilità, ma in molte tradizioni popolari una giovane donna nel bosco viene metaforicamente associata alla prostituzione; nella Francia del XVII secolo, la mantellina rossa era un segnale molto esplicito in questo senso.

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La voracità del lupo, la sua brama di carne, lo associa al concetto sadico infantile di “coito”, caratteristico della fase orale, pregenitale, chiamata anche “cannibalica” dallo stesso Freud. Nella fase orale dello sviluppo si manifesta la pulsione sessuale attraverso la nutrizione. Il lupo di Cappuccetto Rosso utlizza una modalità cannibalica di rapportarsi a lei…

A questo punto mi sembra chiaro che il lupo rappresenti l’uomo, visto come un animale crudele e astuto, e l’atto sessuale è descritto come un atto di cannibalismo in cui il maschio divora la femmina.
Nella versione di Perrault, la favola termina con una regressione della bambina, intrappolata nel ventre materno: non si verifica un’iniziazione al mondo adulto, permessa invece nella versione dei fratelli Grimm dal cacciatore.

E il cacciatore cosa rappresenta? Ovviamente la parte buona dell’uomo, il padre, senza il quale, in una visione maschilista, la donna non può essere salvata.

Il tema delle vittime estratte sane e salve dalla pancia del lupo, si trova quasi identico nella fiaba Pierino e il lupo, ma possiamo riscontrare un’analogia con Pinocchio nella pancia della balena con il nonno.

Questa liberazione permette al bambino di allontanare l’angoscia provocata dalla storia e di confrontarsi con le proprie paure ed i propri aspetti sia positivi che negativi, ed opera in questo modo una sorta di catarsi…

…E vissero tutti felici e contenti…

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10 commenti su “Oggi parliamo di Cappuccetto Rosso

  1. mamma mia…mi sonoa ccorta solo adesso che continuava! Grazie per questa dritta, da questo punto di vista non la conoscevo sta storia!

    A questo punto allora non si tratta più di favola, ma è giustamente una fiaba!

    Mi piace veramente questo angolo della tua casa!

  2. @sonia: mamma mia tu dici? Io mi sono accorta del tuo secondo commento solo in questo momento! Possiamo darci la mano…che distratte. 😉
    Mi fa piacere che ti piaccia l’angolo delle fiabe al microscopio…presto ne racconterò delle altre…

  3. Io si adoro ancora tantissimo le fiabe…se avessi qualquno che me le raccontasse prima di farmi addormentare,ne sarei più che felice! 😉
    Magari riuscirei ad addormentarmi più serenamente…senza continuarmi a girare nel letto!

  4. ricambio la visita e a proposito di favole, anche io ci sono rimasta male quando ho letto la versione originale di capuccetto rosso ed ho scoperto che non esisteva un lieto fine, comunque ho letto tanto tempo fa sul tema delle favole e del loro significato un libro di Bruno Bettelheim, “Il mondo incantato
    Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe”, e invece se ti vuoi fare due risate guardati il cartone animato gli insoliti sospetti dove nessuno è come appare, nè la nonna nè il lupo nè cappuccetto rosso
    ciao a presto

  5. ho saputo solo oggi della versione originale della favola di “cappuccetto rosso” e ho cercato subito di aggiornarmi…devo ammettere che ci sono rimasta un pò male…è strano.. e soprattutto è un pò sconcertante cosa ci sia dietro ,anche, ad una favola.

  6. Ciao morena…effettivamente tutte le fiabe sono un metodo “addolcito” per dare insegnamenti di vita ai bambini…quello che mi chiedo è: ma i bambini li percepiscono gli insegnamenti attraverso le metafore?
    A presto!

  7. in raltà il riferimento sessuale alla fiaba di cappuccetto rosso è molto meno indiscutibile di quanto non appaia nella parole, spesso un po’ sprovvedute di chi ne parla.
    Il riferimento storico principale della fiaba è la grande carestia del XIV secolo, che portò l’europa al cannibalismo.
    Il riferimento al bosco non è una metafora della “vita”, ma un riferimento ai veri boschi: nel bosco vi erano bande di disperati (branchi di lupi, nella metafora) che letteralmente assalivano e mangiavano i viandanti.
    Tutta l’interpretazione psicoanalitica che è stata fatta, certamente ha una sua valneza, ma in realtà confonde i riferimenti stirci accetati con le metafore (effettivamente presenti nella fiaba), mescolando quello che è con quello che vogliamo vedere.
    In ogni caso, la valenza educativa di questa fiaba (per esempio sono anche state fatte similitudini collegati alla “retta via della religione”, ma la metafora del bosco si presta davvero a qualunque interpretazione) è la ragione per cui la favola mantiene tuttora un forte impatto nell’immaginario collettivo.

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