Eutanasia si o no?

Negli ultimi giorni ho letto molto sull’eutanasia per capire come la gente sente questo argomento, anche perchè io, nel mio lavoro di infermiera, ho avuto a che fare con persone che probabilmente, se avessero potuto scegliere se morire o continuare a “sopravvivere a se stessi”, in molti casi avrebbero scelto la morte..

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Cosa significa la parola eutanasia? Etimologicamente la parola significa “buona morte” e con essa si intende ogni azione o omissione di atti che procurano la morte con lo scopo di eliminare il dolore.

Secondo il mio parere oltre al concetto di “morte senza dolore” va aggiunto quello di “vita dignitosa” intendendo per dignità il rispetto che ogni persona ha del proprio Io…è un concetto molto individuale, ma alcune situazioni di malattie terminali croniche o degenerative rendono sicuramente la persona non indipendente nella scelta delle proprie condizioni di vita, non più padrona del proprio corpo, e questo diventa difficilmente accettabile quando l’infermità è solo nel fisico e non nella capacità cognitiva.

giuramentoippocrate.jpgIl tema dell’eutanasia ha origini molto antiche, infatti già nel Giuramento di Ippocrate viene detto “Non somministrerò ad alcuno, neanche se richiesto, un farmaco mortale nè suggerirò un tale consiglio”, ciò significa che già allora veniva richiesta da pazienti sofferenti una “dolce morte”.

Quello che però è specifico del nostro tempo è il progresso delle tecniche mediche, della rianimazione, dei palliativi per prolungare la vita (o la sopravvivenza). Fino a pochi decenni fa la morte sopraggiungeva abbastanza presto perchè non si conosceva la cura per molte malattie o per complicanze che spesso si rivelavano mortali, anche una piaga da decubito o una polmonite potevono recare alla morte in tempi relativamente brevi.

Oggi l’età media della popolazione è molto più alta e non si muore quasi più per malattie acute, ma sempre più spesso per malattie croniche e degenerative. La scienza medica è in grado di garantire le funzioni vitali come la respirazione e l’alimentazione, nei casi in cui il paziente non sia in grado di respirare ed alimentarsi autonomamente.

A questo punto io mi chiedo…tutte queste tecniche di sostegno delle funzioni vitali, sono un prolungamento della vita (sempre che possa essere chiamata vita in quelle condizioni) o solo un “rimandare la morte” inutilmente?

Il problema è che forse nella nostra società bella, giovane, ricca, sana (o almeno così ci fanno credere che sia con i bombardamenti mediatico-pubblicitari), si sia venuta a creare l’inconscia e malsana idea che non si debba morire mai…non riusciamo più ad ammettere che prima o poi tutti dobbiamo morire, e quindi facciamo di tutto perchè l’ultimo respiro giunga il più tardi possibile a qualunque condizione, ad ogni costo!

Ovviamente il problema dell’eutanasia non abbraccia solo l’aspetto etico-morale del singolo individuo, della sua autodeterminazione, ma coinvolge anche l’aspetto giuridico che riguarda le varie figure professionali assistenziali e le commissioni per i diritti dell’uomo e del malato. Tutti gli organi al momento si sono espressi non favorevoli a tale pratica,foto17120060731213915.jpg consentendo semplicemente la sospensione dell’accanimento terapeutico, con il quale si intende la pratica di assistenze mediche e strumentali, allo scopo di prolungare la vita anche in assenza di possibilità di guarigione o sopravvivenza.

Dal punto di vista legislativo, in Italia, l’eutanasia è considerata un omicidio volontario e la pena prevista è la reclusione da 6 a 15 anni.

Vi invito a leggere la lettera inviata da Piero Welby al Presidente Napolitano, fa riflettere e comprendere che, pur amando terribilmente la vita (o forse proprio per questo), a volte sia meglio la morte…

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12 commenti su “Eutanasia si o no?

  1. Che argomento difficile che tratti oggi!
    L’eutanasia…Io credo che la dignità della persona dovrabbe essere rispettata in ogni punto di vista…però che le volonta di questo tipo dovrebbero essere ragionate senza egoismo. Ma sono tanti gli aspetti, e le varianti. Grazie di averne parlato. A volte è giusto che gli argomenti trattino anche cose normalmente velate.

  2. Che argomento Stefy!
    Sai, io non credo sia giusto suicidarsi quando sei sano! Sono cattolica, e credo che togliersi la vita sia un vero peccato mortale.

    Questo non è il mio primo post dove affronto questo argomento, e ti dico che dopo vari ripensamenti, sono arrivata a pensare che in fondo se non c’è più nulla da fare, forse una persona è giusto che abbia il libero arbritrio di scegliere se decidedere di combattere fino in fondo, oppure ricorrere a togliersi la vita.

    Tu hai lavorato come infermiera, e suppongo che di casi terminali tu ne abbia visti parecchi (io ne ho affrontato uno solamente, ho visto la sorella del mio ex moroso morirmi davanti agli occhi a causa di un linfonodo. Si è lasciata andare, dopo due anni di cure ha deciso di smettere da sola senza dire nulla a nessuno di prendere le medicine, ormai sapeva che lottare era inutile. Non ne poteva più! Penso che se avesse potuto scegliere avrebbe optato per l’eutanasia ) e come saprai malgrado le cure palliative, o tutto l’impegno che i parenti ci mettono per dargli la “morte migliore”, il malato perde sempre e comunque la sua dignità.
    Io sono a favore che lalegge venga emessa solo per il libero arbitrio e solo ed esclusivamente per i pazienti che ormai sanno di non potercela fare. Sono anche propensa ad una legge accompagnata con un ulteriore postilla: fare in modo che il paziente venga anche prima seguito o da uno psicologo o da uno psichiatra, o da un neurologo, per valutare anche se in lui c’è questa vera volotà di farla veramente finita. Certuni, desiderano combattere fino alla fine, ma in mezzo ci sono anche momenti di debolezza, devono essere valutati questi.

    Un abbraccio

  3. Mannaggia, mi hai fregato sul tempo. Anch’io era un po’ di tempo che meditavo il “da scriversi” ma …Stefy mi ha antcipato quindi, commento qui:

    io penso fondamentalmente che la questione stia a nella capactà di intendere e di volere. Infatti spesso a mio avisoci si confonde tra l’eutonasia decisa da terzi e quella decisa da se stessi verso se stessi. Quella decisa da terzi può anche essere condannata, in base al fatto che credo non sia concesso a nessuno decidere sulla vita altrui; in caso di scelta consapevole e voluta io penso occorre appellarsi alla facoltà dell’individuo di poter decidere. Nella mia esperienza posso solo citarti le parole che mi disse una volta mio cognato, tetraplegico C2-C3 “ti sembra vita avere una mosca sul naso e non potertela togliere? ti sembra vita non bere e non mangiare se non ci sono altre persone accanto che te ne diano?”. Gli voglio un bene dell’anima ma proprio per questo vorrei avesse la possibilità di SCEGLIERE.

    Un abbraccio
    Chit

  4. Bel post, Stefania!
    Nell’accanimento a tenere in vita i malati che sono in puro stato vegetativo permanente, come la Eluana Englaro ad esempio, io ci vedo una sorta di sacrificio umano sull’altare della tecnologia. Sempre non tenendo conto che se venisse meno la corrente e non ci fossero i generatori queste macchine onnipotenti non servirebbero più a niente. Il nostro cosiddetto progresso si illude che un domani tutti possano essere guariti, che non esistano più le malattie. E’ solo un tentativo faustiano di esorcizzare la morte. E il diavolo viene sempre a reclamare il suo avere.

  5. Quando si parla di diritti umani si parla anche del diritto di scegliere se vivere in uno stato vegetativo o, peggio, sopportando atroci dolori, o lasciarsi andare ad una dolce morte supportato dal personale medico. Non vedo il problema, si tratta di scelte che vanno rispettate, papa o non papa.

  6. @ Astralla: Già, un argomento molto serio…è un po’ che ci penso, ma non lo scrivevo perchè avevo paura di essere fraintesa, soprattutto per la professione che ho scelto, che è quasi una missione (considerato anche il riconoscimento economico…) che si prefigge di aiutare il malato a ristabilire la sua salute fisica e mentale. Però il bisogno di esternare il mio pensiero e di confrontarlo con quello degli altri ha prevalso e mi sono decisa…
    “Egoismo” è una delle parole chiave dell’argomento…l’egoismo dei parenti del malato: quante volte abbiamo sentito dire: “non mi importa se non può sentirmi, non può parlarmi e se non tornerà come prima, io voglio che resti con me…” o qualcosa di simile?…certo le varianti sono molte e non si può liquidare tutto in quattro parole…ma almeno che se ne discuta…
    un abbraccio 😉
    @ sonia: Io credo in Dio, anche se a volte guardandomi in giro qualche dubbio mi viene…penso che il suicidio sia soprattutto una “sconfitta” nella lotta per la vita, una debolezza che diventa insormontabile per la disperazione di chi non riesce più a trovare una via di uscita alla propria situazione…
    Giusto, il libero arbitrio…Dio ce l’ha dato, perchè non dovrebbero concedercelo gli uomini? Bisogna poter scegliere per se stessi e quando la malattia è progressiva è giusto che si faccia un testamento biologico dove si indichi, in caso di infermità totale (anche cognitiva) se si desidera ricevere l’assistenza alle funzioni vitali o no…Giusta anche l’assistenza psicologica (finchè è possibile riceverla…)
    Ciao carissima 😉
    @ chit: Si, la capacità di intendere e volere è fondamentale, per questo credo che se il malato cosciente non vuole essere mantenuto in vita artificialmente in un possibile fututro, debba fare il testamento biologico e scrivere le sue volontà, onde non caricare di tale responsabilità chi avrà facoltà di dare o negare consensi in sua vece. Ti assicuro comunque (e lo dico per esperienza) che nel 99% dei casi i parenti vorrebbero che quella agonia fosse infinita…”meglio un vegetale che sottoterra” è una frase che mi sono sentita dire dal padre di un ragazzo di 27 in coma vegetativo da 7 per trauma cranico dopo una caduta dal motorino…
    Comprendo benissimo tuo cognato e immagino il suo sguardo quando dice quelle parole…l’ho visto su di un’infinità di volti (purtroppo…)
    (PS http://www.gravatar.com... il gravatar è gratis, ma il sito è un po’ incasinato ultimamente…anche se non so se uploadando il tuo avatar lì riuscirai a vederlo qui da me, dovresti chiedere delucidazioni a gidi o senpai)
    Grazie per aver espresso anche il tuo parere 😉
    @ Lameduck: hai detto tutto…ci sentiamo onnipotenti ed in grado di rimandare la morte a nostro piacimento. La chiesa ritiene che l’eutanasia sia peccato perchè l’uomo non può disporre della vita di un altro uomo, ma secondo me, con questo voler trattenere a tutti costi una persona su questa terra non facciamo il volere di Dio perchè se Lui ha deciso che è arrivato il momento, e realmente per quella persona non c’è possibilità di miglioramento o guargione, bisogna lasciare che le cose facciano il loro corso.
    Grazie anche a te per le tue considerazioni 😉

  7. @ Carlo: Già “diritto di scelta”…non è detto che tutti scelgano di morire, alcuni restano aggrappati alla vita con tutte le loro forze quando si trovano in quelle tragiche condizioni…il papa fà il suo lavoro…
    Ciao Carlo e grazie di essere passato 😉

  8. secondo il mio parere una persona deve avere il diritto di scegliere cosa fare della propria vita e, nel caso di Welby, scegliere se continuare a vivere in quelle condizioni o se morire. Io se mi trovassi nelle sue condizioni sceglierei di morire perchè sarebbe troppo crudele continuare a vivere stando steso in un lettino senza potermi muovere e riuscendo a capire tutto quello che mi accade attorno. Secondo me quello che deve sopportare Welby è come una delle peggiori torture del mondo, la quale può terminare solamente nell’atto della morte. La soluzione migliore che si potrebbe prendere in riferimento a questo argomento è fare come in alcuni stati, e cioè accettare l’eutanasia solo nei casi in cui è richiesta dal malato o dai parenti stretti.

  9. Buonasera a tutti… io voglio soltanto dire una cosa, il nostro stato permette l’aborto perchè per qualcuno è ritenuto qualcosa di giusto, ma allora l’eutanasia perchè nn lo è? premettendo che cmq io nn sono d’accordo nè ad uno nè all’altro… la vita è un dono che nessuno può portarti via… insomma ragazzi non capisco… non riesco a capire…

  10. dio ci ha dato la vita e anke i uno stato vegetatio e cmq vita…ma capisco ke e difficile continuare a fare cure s cure qando gia si sa k l fine e quella…sono d’accordo con l’eutanasia…

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