Ciao mamma

La madre
Giuseppe Ungaretti (1929)

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

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Ballata delle donne

Un omaggio a Edoardo Sanguineti che ci ha lasciato ieri.

Edoardo Sanguineti

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Ricordando Faber

Faber

 

« Benedetto Croce diceva che fino a vent’anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d’arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l’esuberanza creativa. »

(F. De André)

 

 

Ancora il più grande!

« Freddie è l’unico che riesce a coinvolgere e a far battere le mani all’ultima fila di Wembley. »
(David Bowie e Mick Jagger)

« Senza dubbio uno dei più grandi interpreti mai vissuti…La sua formidabile abilità  esecutiva nelle parti vocali non era seconda a quella di nessuno. »
(Seal)

« Non si trovano molte persone come Freddie. »
(Phil Collins)

« Mi piacerebbe essere sepolto con tutti i miei tesori, proprio come i faraoni. Se potessi permettermela mi farei costruire una piramide nel bel mezzo di Londra. »
(Freddie Mercury Stone Town, 5 settembre 1946 " Londra, 24 novembre 1991)

Tragedie di casa nostra: Il Vajont

Per la rassegna “A volte ritornano” oggi ho ripescato dal mio vecchio blog questo articolo dedicato al disastro del Vajont (oggi cade il 45esimo anniversario).

In questa fotografia possLongarone prima del 9/10/63iamo vedere Longarone, un paese in provincia di Belluno, prima del 9 ottobre del 1963.

Cosa accadde quel triste giorno?

Una frana distaccatasi dal Monte Toc e precipitata nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, provocò la distruzione di Longarone, ed investì i vicini paesi di Castellavazzo, Erto e Casso, danneggiamenti subirono anche i paesi di Codissago, Pirago, Faè e Rivalta.

Il bilancio delle vittime fu altissimo: 1917 morti dei quali 1450 solo a Longarone.

Ma come è potuta accadere una tragedia simile?

La catastrofe è così descritta dalla Relazione della Commissione di inchiesta nominata dal Ministro dei Lavori Pubblici:

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Nessuno lo ricorda?

Sono passati solo quattro anni…eppure sembra che nessuno lo ricordi più, quasi come se fosse passato un secolo!

 

CIAO PIRATA!

 

 

“Non c’è niente da fare…quando la strada si rizza sotto
i pedali…Pantani è il più forte!”

 

Adriano De Zan

 

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24 gennaio 1979, io mi ricordo…

Io quel giorno lo ricordo molto bene, sarà  perchè sono di Genova e il 24 gennaio 1979 come tutte le mattine ero a scuola, in prima media…sembrava un giorno come un’altro: le solite lezioni, le solite interrogazioni, i soliti professori e per le strade il solito clima di apparente tranquillità .

In realtà  per qualcuno quello sarebbe stato l’ultimo giorno di vita.

Faceva freddo quella mattina, e gli operai si dirigevano verso la fabbrica avvolti nei loro “cagnari” verdi con il passo veloce, a quei tempi erano tanti gli operai dell’Italsider, ma tra loro ce n’era uno che non avrebbe varcato mai più il cancello d’entrata perchè, mentre metteva in moto la sua automobile come ogni giorno per andare al lavoro, viene freddato da cinque colpi d’arma da fuoco.

Quell’uomo si chiamava Guido Rossa, ed era un militante della Cgil e del Pci.

Qual’era la colpa di quell’operaio? Aveva denunciato un suo compagno di lavoro, Francesco Berardi perchè lo aveva visto mentre lasciava dei volantini delle Brigate Rosse in fabbrica. Non era stato l’unico a vedere, ma era stato l’unico ad avere avuto il coraggio di denunciare e testimoniare al processo facendolo condannare.

àˆ la prima volta che le Brigate Rosse uccidono un iscritto al Pci e un sindacalista. La rabbia e l’indignazione è enorme. Al funerale partecipano 250.000 persone e presenzia anche il Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Ad uccidere Guido Rossa fu un commando formato da Riccardo Dura, Vincenzo Guagliardo e Lorenzo Carpi.

Guagliardo, racconta che in realtà  si era deciso di gambizzare Rossa, ma Riccardo Dura, dopo essersi allontanato come gli altri brigatisti dal luogo dell’operazione, tornò indietro e esplose l’ultimo colpo al cuore.

L’autopsia confermò che i colpi sparati contro Guido Rossa furono 5 di cui 4 alle gambe e l’ultimo, mortale, al cuore.

Dopo questo omicidio le Brigate Rosse non riusciranno più ad incontrare l’apertura del proletariato all’interno delle fabbriche.

Da quel giorno sono passati 29 anni, e tanta acqua sotto i ponti…io mi ricordo bene la sensazione di impotenza che si provava quando si sentivano al tg notizie di omicidi, gambizzazioni, stragi compiute dal terrorismo, lo ricordo anche se avevo solo 12 anni… ma girando in rete questa mattina, ho come la triste impressione che con me siano in pochi a ricordare…purtroppo i giornali ed i siti web sono pieni delle prodezze del nostro caro Mastella, di Prodi, di Bossi in cerca di armi per la rivoluzione.

Non ho trovato niente sul coraggio e la coerenza che ha condannato un uomo onesto a morire dentro la sua auto in una fredda mattina del 1979.