E’ ARRIVATO UN NATALE CARICO DI… SPECIE DA SALVARE

Come ogni anno mi trovo a darvi i miei consigli per gli acquisti di Natale, ormai è diventata una tradizione, chi mi segue da un po' di tempo ormai lo sa.

I consigli per i regali della festa più importante dell'anno su questo blog hanno sempre uno sfondo solidale o ambientalista e quest'anno la mia attenzione è stata catturata dalla campagna wwf  "A Natale adotta una specie", che si ripropone di proteggere una delle 12 specie di animali a rischio di estinzione tramite la loro adozione.

adozioni

Questi animali soffrono per diverse cause, quasi tutte addebitabili all'uomo, soffrono per il bracconaggio, per la deforestazione, per l'utilizzo delle loro pellicce, per il cambiamento del clima…

In realtà gli animali che soffrono nel mondo sono migliaia e salvare una specie in estinzione vorrebbe dire non metterne a rischio altre occupanti lo stesso habitat.

Noi, nel nostro piccolo, possiamo in parte rimediare ai danni già fatti ed a quelli che si potrebbero verificare in futuro tramite delle semplici adozioni.

Esistono diverse tipologie di adozione, tra le quali sicuramente potrete trovare quella adatta alle vostre tasche:

L'adozione semplice a partire da 30 euro, l'adozione con peluche a partire da 50 euro, l'adozione Trio a partire da 125 euro.

Ognuna di queste da diritto a ricevere del materiale concernente l'animale prescelto ed altri gadget, come ad esempio un bellissimo planisfero che evidenzia le aree di intervento del programma, che coprono davvero il mondo intero!

L'adozione trio è quella che preferisco, è suddivisa per aree geografiche e per ognuna delle quali viene donato il trio di peluche rappresentante l'area prescelta. Si può scegliere tra Trio polare (orso polare, foca, pinguino), trio asiatico (panda, tigre, orango), trio africano (elefante, scimpanzè, ghepardo), trio italiano (orso bruno, lupo, delfino)

Se l'adozione è un regalo il materiale può essere personalizzato con il nome del destinatario, e si può inoltre inviare un'ecard che anticipi il dono.

Chi vuole aderire alla campagna può cercare più dettagli sul sito del wwf.

Io penso che "mi butterò" sul trio italiano…non resisto ai delfini! E voi?

A presto.

 


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Telethon:da vent'anni contro le malattie genetiche

telethonGrazie ad una gestione trasparente dei fondi e a un meccanismo di finanziamento che premia solo il merito, Telethon è riconosciuto nel mondo come un esempio di eccellenza italiana. Un attestato che deriva soprattutto dai risultati raggiunti in questi anni.

Tra tutti si ricorda il successo raggiunto con l’individuazione di una cura definitiva per l’Ada-Scid, malattia che costringeva i bambini che ne erano affetti a vivere dentro una bolla sterile (da qui il termine “bambini bolla”). A oggi sono quattordici i bambini curati da questa gravissima immunodeficienza, mentre sono positivi anche i risultati di un intervento di terapia genica per la cura di una forma di cecità, l’amaurosi congenita di Le ber.

Nel 2010, infine, sono iniziate le sperimentazioni cliniche sulla leucodistrofia metacromatica, una malattia neurodegenerativa e sulla sindrome di Wiskott?Aldrich, una grave immunodeficienza: i trial coinvolgeranno quattordici bambini in tre anni e, se avranno il risultato sperato, altre due terribili malattie saranno definitivamente sconfitte.

“Perché nascere con una malattia genetica non sia più una condanna” occorre essere uniti e dare tutto il nostro aiuto alla ricerca…facciamo qualcosa di buono, potrebbe servire anche a noi…

Fanpage: http://www.facebook.com/Telethon.Italia

Il sito: http://www.telethon.it/

Anche un'app per "curare l'omossesualità"

Ma certa gente non ha proprio niente altro da pensare che trovare un sistema per eliminare i gay dalla faccia dalla terra?

Mi sembra impossibile che si sprechi tanta energia e tanto “lavoro mentale” per trovare “una cura” per “individui che vogliono recuperare dall’omosessualità“.

Questo sarebbe l’intento di chi ha ideato un app gratuita immessa nell’Apple App Store dalla società Exodus International.

Per fortuna la Rete, che si compone anche di persone con un minimo di intelligenza ed apertura, si sta già ribellando ed è stata indetta una petizione che ha raccolto al momento 122mila firme per chiedere di rimuovere l’app omofoba.

Chi volesse aggiungersi alla lista delle firme può farlo QUI… (conto su di voi… )

Save the children e la"Lista dei Desideri"

Ne abbiamo già parlato in occasione del Natale scorso…ma ripetere, in questi casi, non fa mai male!

Da anni ormai sento dire in giro frasi del tipo: “Quest’anno il Natale non lo sento”, “Il Natale è solo una festa per i bambini che credono ancora a babbo Natale”, “Il Natale ormai ha perso il suo vero significato”…e, lo ammetto, anch’io mi sono trovata a pensare cose di questo genere.

Ma qual’è il vero significato del Natale? Il 25 dicembre ricordiamo la nascita di un bambino povero venuto tra noi per salvare l’umanità…un certo Gesù Cristo, ricordate?

Quindi quale può essere il modo migliore di festeggiare questa ricorrenza? AIUTANDO I BAMBINI POVERI!

save the children

Quest’anno, come gli anni passati Save the children lavora per:
– un mondo che rispetti e valorizzi ogni bambino
– un mondo che ascolti i bambini e impari da loro
– un mondo in cui tutti i bambini abbiano speranze ed opportunità, ed in particolare per il Natale ha ideato la “Lista dei desideri”.

La Lista dei Desideri è un nuovo modo per offrire – e farsi offrire – regali originali e di grande valore.

Sul sito, Save the Children mette a disposizione un ampio assortimento di regali che migliorano le condizioni di vita dei bambini nel mondo, appositamente scelti per il valore simbolico e “salvavita” (un vaccino) oppure volutamente un po’ sorprendente e ironico (uno Yak).

Per fare un regalo ad una persona cara, è sufficiente andare sul sito e scegliere uno dei regali che Save the Children mette a disposizione ed effettuare on-line la donazione corrispondente. La persona cui si desidera offrirlo, viene gratificata ricevendo una cartolina (cartacea o elettronica), simbolo di un regalo che migliora la vita di un bambino nel mondo.

La donazione vera e propria viene destinata ad un progetto di Save the Children a favore dell’infanzia.

ANCHE SU FACEBOOK PUOI TROVARE VIDEO ED ALTRE INFORMAZIONI: CLICCA QUI.

 

Sindrome da Fatica Cronica

Ricevo e molto volentieri diffondo:

LETTERA APERTA

Onorevole Ministro Ferruccio Fazio
Ministero della Sanità
V.le dell’Industria, 20
00144 ROMA

OGGETTO: Sindrome da Fatica Cronica – Chronic Fatigue Syndrome (CFS)

On. Ministro,

le Associazioni Italiane CFS di Aviano e di Pavia, Cfsitalia, Amica, i medici che diagnosticano la CFS in Italia, i firmatari di questa lettera e soprattutto gli ammalati, desiderano sottoporre alla Sua attenzione alcuni dati sulla Sindrome da Fatica Cronica (Chronic Fatigue Syndrome – CFS, talvolta indicata anche come CFS/ME – Sindrome da Fatica Cronica/Encefalomielite Mialgica), una malattia seria e invalidante che in Italia è stata inserita nell’edizione della “Clinical Evidence 2002-2003”, ma che purtroppo non è stata ancora inclusa tra le malattie pienamente riconosciute da parte del Ministero della Sanità.

La Sindrome da Fatica Cronica (CFS) è una patologia per la quale i Centers for Disease Control (CDC) di Atlanta hanno emesso una definizione sulla base di un lavoro di un gruppo di studio internazionale (Fukuda e coll., Annals of Internal Medicine 1994; 121: 953-959) e per la quale i National Institutes of Health statunitensi hanno edito una pubblicazione medico-scientifica rivolta ai medici, per migliorare la loro informazione su questa patologia. Nella nuova definizione dei CDC di Atlanta, un caso di Sindrome da Fatica Cronica é definito dalla presenza delle seguenti condizioni: una fatica cronica persistente per almeno sei mesi, che non é alleviata dal riposo, che si esacerba con piccoli sforzi, e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali ed inoltre devono essere presenti quattro o più dei seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno sei mesi: disturbi della memoria e della concentrazione severi, faringite, dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari, dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse, cefalea, sonno non ristoratore, debolezza post esercizio fisico.

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Vi ricordate di Gramos?

GramosSul nuovo blog di Morgan (quello di Acme del pensiero), che scopro solo oggi (con piacere), qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo che ci aggiorna sulle condizioni del piccolo Gramos, il bimbo Kosovaro che nel 2007, nonostante le inevitabili polemiche della blogosfera, abbiamo aiutato tutti insieme a reperire i soldi per la costosissima cura a cui deve essere sottoposto a causa della tirosinemia.

Di seguito vi riporto per intero l’articolo di Morgan, ma vi anticipo già che i suoi problemi purtroppo non sono risolti e che necessita ancora del nostro impegno.

 

Questo post potrà sembrare ai lettori di Sul Romanzo un classico OT (off-topic), cioè un fuori tema. Infatti lo è, ma lo faccio per una precisa motivazione. Spero che avrete la pazienza di leggermi.

Nell’estate del 2007, quando ancora vivevo a Roma, gestivo da tempo un blog che si chiamava Acme del Pensiero, dedicato al mondo del volontariato, in particolare dei senzatetto. Conobbi a quel tempo la storia di Gramos, un ragazzino kosovaro colpito da una gravissima malattia rara: la tirosinemia.

Così, di comune accordo con la mia associazione di volontariato, e grazie al sostegno di molti blogger, avevamo organizzato una serie di iniziative, non solo on line, per raccogliere denaro con un fine nobile: aiutare economicamente la famiglia di Gramos.

La situazione era disperata, i costi della dieta e dei medicinali esorbitanti, eppure, con convinzione e passione, le idee avevano cercato di affrontare la dura realtà.
Forse qualcuno ricorderà l’iniziativa Help 2.0, qui il video:


Ne parlarono in moltissimi, pure alcuni articoli sulla stampa: centinaia di blogger attivati con un obiettivo, uscire dalla rete per entrare con un peso non indifferente nella realtà. Vi fu una colletta meravigliosa, un’esperienza davvero toccante e vi sta scrivendo colui che teneva i contatti con la responsabile italiana che se ne occupava, la signora Miriam, dell’associazione Sos Infanzia nel Mondo.
Era lei a recarsi in Kosovo per creare la situazione logistica ideale per portare Gramos all’ospedale Bambino Gesù di Roma, e non occorre, credo, ricordare qui la situazione del Kosovo. Ne nacque altresì un libro di fiabe, con la preziosissima collaborazione di Sabrina Campolongo, in primo luogo, ideatrice del progetto, e di Renzo Montagnoli, Francesco Giubilei e Remo Bassini.

Ho davanti ai miei occhi quel giorno in cui vidi Gramos per la prima volta all’aeroporto Fiumicino di Roma, prima di essere ricoverato per l’ennesima volta. Sono immagini che ancora oggi mi commuovono a pensarci, ricordo le mille cose da fare, le tante telefonate, la forza del gruppo fu davvero impressionante. Ma non sono importanti i miei ricordi, ora.
Sto scrivendo questo post perché Gramos vive ancora una situazione difficile, legata ai farmaci e alle vicissitudini di argomento economico.
Io non mi sono dimenticato di lui, credo che tanti ricordino benissimo la sua storia.
L’ultima volta che ho sentito Miriam, mi ha detto che la famiglia sarebbe disposta a fare qualsiasi lavoro pur di risiedere in Italia, e così tentare di vedere Gramos crescere, in una continua precarietà purtroppo, ma con più speranze e soprattutto con strutture sanitarie migliori.

Se qualcuno di voi pensa che un piccolo gesto possa significare molto, a volte anche pochi euro fanno la differenza, oppure se pensa di poter aiutare in qualche modo la famiglia di Gramos con un impiego di lavoro, di seguito le informazioni necessarie:

Il sito dell’associazione Sos Infanzia nel Mondo con le possibilità di donazione.
Questo il codice IBAN: IT58X0878739350000000003383, Banca di Credito Cooperativo di Riano.
La pagina dei contatti della signora Miriam, per qualsiasi informazione.

Per quanto possa valere, soprattutto per chi mi conosce da tempo, come nel 2007, ci metto la mia faccia, il mio nome e il mio cognome sulla serietà della signora Miriam e me ne prendo la più totale responsabilità.

È vero che ci sono milioni di bambini che soffrono nel mondo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

CBM: insieme per fare di più

Sei stanco di fare i soliti regali?
Cerchi qualcosa di speciale?
Quest’anno regala solidarietà e speranza!

Scegli i regali solidali di CBM, ecco come fare:

1) Scegli i tuoi regali online sul sito regali per la vita.
2) Il destinatario del tuo regalo riceverà un e-card con certificato di donazione.
3) Il tuo gesto restituisce la vista ad un bimbo cieco aiutato da CBM.

Facile no?

 

CBM